🎶 Fatti Scoprire con i Crediti Spotify - #112
I crediti non sono più una formalità. Ora possono promuovere la tua musica.
A cena da un’amica. Lei mette su un CD di Vinicio Capossela e va a cucinare.
Prendo la confezione e inizio a leggere le note di copertina.
Piero Odorici. Marco Tamburini. Teo Ciavarella, Antonio Marangolo (…).
Li conosco tutti. L’unico che non conosco è Capossela.
Anni dopo, Achille Succi mi porta dietro le quinte a un concerto di Capossela alla Notte Rosa di Rimini. Conosco tutti i musicisti sul palco. Ma le persone che ascoltano sulla spiaggia sono lì per Vinicio.
Con il digitale quel percorso si è perso. Ora Spotify prova a rimetterlo davanti ai tuoi occhi.
Buona lettura,
Fabrizio
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I Crediti Diventano un Motore di Scoperta
Spotify ha lanciato SongDNA. È una scheda interattiva che appare sotto il brano che stai ascoltando nell’app. Tocchi e vedi: chi ha scritto il pezzo, chi l’ha prodotto, chi ci ha suonato. Più i campionamenti usati e le cover che ha ispirato.
Ma la parte che cambia le cose è questa: puoi toccare il nome di qualsiasi collaboratore e vedere gli altri artisti con cui ha lavorato. E poi esplorare anche quelli. Entri da un brano. Esci dentro la rete di musicisti che l’ha reso possibile.
SongDNA combina i dati inviati da artisti, team, etichette e distributori con dati della community. Campionamenti e cover arrivano da WhoSampled, che è stata comprata da Spotify. La funzione è disponibile per gli utenti Premium su iOS e Android.
Per un musicista indipendente, questo significa una cosa: ogni collaborazione diventa un canale di scoperta.
Hai suonato in un disco di un amico? Quel disco ora può portare ascoltatori verso di te. Hai prodotto una traccia per qualcun altro? Stessa cosa.
Ma funziona solo a una condizione.
Se hai suonato, prodotto, scritto, arrangiato e il tuo nome non è registrato bene, per Spotify sei invisibile.
Ogni collaborazione non registrata è un ascoltatore che non ti troverà.
Nella #110 abbiamo parlato di come le parole giuste ti fanno trovare dall’AI. Qui il principio è lo stesso: i dati che inserisci determinano chi può scoprirti.
Cosa Fare Adesso
1. Parti dal Tuo Distributore
I crediti in SongDNA arrivano da due fonti: il tuo distributore (o etichetta) e WhoSampled.
La fonte principale sei tu, attraverso il distributore.
Quando carichi un brano su DistroKid, iMusician, TuneCore o qualsiasi altro servizio, compila ogni campo disponibile: autori, compositori, produttori, musicisti. I crediti di Spotify ora includono anche ruoli che prima non apparivano: ingegneri del suono, mixer, coristi, strumentisti. Ma queste informazioni devono partire da te.
Se hai brani già pubblicati con crediti incompleti, contatta il tuo distributore e chiedi di aggiornare i metadati. È il passo più importante.
2. Controlla e Gestisci da Spotify for Artists
Vai su Spotify for Artists da desktop (Gestione del SongDNA su Spotify per gli artisti). Seleziona un brano. Apri la scheda “SongDNA” e clicca “View”.
Vedrai tutti i componenti associati al brano e da dove provengono.
Cosa puoi fare:
Nascondere o mostrare collaboratori di terze parti e le connessioni con altri brani (campionamenti e interpolazioni da WhoSampled).
Con più di 5.000 ascoltatori attivi mensili puoi anche nascondere o mostrare i singoli collaboratori consegnati da etichetta o distributore. Puoi aggiungere nuovi collaboratori cercandoli per nome e assegnando un ruolo, ma solo se sono già stati accreditati almeno una volta su Spotify. Non puoi invece nascondere il main artist, i featuring o i remixer.
Le modifiche appaiono nell’app entro 48 ore.
Attenzione: le modifiche fatte in SongDNA dentro Spotify for Artists appaiono solo nella scheda SongDNA. Non cambiano i crediti che si vedono nel Now Playing o in “Visualizza crediti del brano”. Sono due sistemi separati.
3. Segnala i Campionamenti Mancanti
Se hai usato un campionamento in un tuo brano e non appare in SongDNA, puoi segnalarlo a WhoSampled compilando un modulo. Loro verificano e il dato entra nel sistema.
Lo stesso vale al contrario: se qualcuno ha campionato la tua musica e non è registrato, puoi segnalarlo.
Link: whosampled.com/submit
Checklist
Controlla i metadati dei tuoi brani sul distributore:
autori
compositori
produttori
musicisti
Se ci sono crediti incompleti, chiedi al distributore di aggiornare
Apri Spotify for Artists da desktop, vai su Musica, seleziona un brano, apri SongDNA
Verifica che i nomi presenti siano corretti
Se hai più di 5.000 ascoltatori attivi mensili: aggiungi i collaboratori mancanti
Controlla su WhoSampled se campionamenti e cover sono registrati
Ripeti per ogni brano importante del tuo catalogo
Il Punto
Chi ha lavorato o lavora con te diventa una porta d’ingresso verso la tua musica.
Nella #109 abbiamo visto come Spotify può bloccarti. Nella #110, come l’AI può trovarti. In questa: i dati che inserisci decidono se sei visibile o invisibile.
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La Parola a Te
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Caro Fabrizio,
come sempre, analisi impeccabile.
Seguo con attenzione l'evoluzione di SongDNA e credo che l'acquisizione di WhoSampled da parte di Spotify segni un punto di non ritorno, ovvero il passaggio definitivo dalla musica come "prodotto isolato" alla musica come rete relazionale.
Quello che mi preme sottolineare, e che vedo spesso mancare nei tavoli di lavoro, è come questa funzione sposti il peso specifico del successo anche su chi sta "dietro le quinte". Per anni, produttori e turnisti sono rimasti confinati nel silenzio dei libretti fisici (per chi ancora li leggeva); oggi, un credito inserito correttamente è un asset finanziario e promozionale a tutti gli effetti.
Mi chiedo però, quanto siano davvero pronti i distributori italiani a gestire questa complessità.
Spesso ci scontriamo con interfacce che rendono l’inserimento dei ruoli un percorso a ostacoli, portando l'artista a compilare il minimo indispensabile per "andare online prima possibile". Ma se, come scrivi giustamente, ogni collaborazione è un canale di scoperta, allora il tempo speso sui metadati oggi vale quanto quello speso in studio o in una campagna di influencer marketing.
Nel mio lavoro quotidiano con gli artisti insisto molto su questo: un nome scritto male o un ruolo omesso non sono sviste, sono "porte chiuse" in faccia a potenziali ascoltatori.
La vera "sfida", adesso, è culturale: far capire che il valore di un brano non finisce nel master, ma prosegue nella precisione chirurgica con cui lo raccontiamo ai sistemi.
Complimenti per lo spunto, sempre prezioso!