🎶 Cosa Fare Quando Temi che Non Venga Nessuno - #117
Come riempire un concerto senza ufficio stampa
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Sabato sera, il compleanno di un amico. Tra una chiacchiera e l’altra conosco Tony, chitarrista con tanta musica alle spalle.
Mi racconta della serata che sta organizzando:
Peppe Servillo, la voce degli Avion Travel, che legge Italo Calvino in un paese di 331 abitanti.
Poi abbassa la voce: ho paura che non venga nessuno.
Buona lettura,
Fabrizio
La differenza tra una sala piena e una sala vuota quasi mai è la qualità della musica. È quante persone sanno che quella serata esiste.
Quello che Manca a Tony
Tony vive a Collestatte, un paesino sopra Terni dove ormai abita poca gente. Insieme a un gruppo di volontari ha fondato l’associazione culturale Paolo Taglioni. L’idea: riportare la musica in paese, con piccoli eventi, incontri e concerti.
Ha l’esperienza, ha i contatti, ha un ospite importante e ha una causa bellissima. Quello che gli manca non è il valore. È il modo di farlo sapere alla gente.
Ed è la stessa identica situazione di tanti musicisti, di tante associazioni che tengono vivi i piccoli borghi d’Italia, di tante uscite musicali che vedo passare: il lavoro c’è, ma nessuno fuori dalla cerchia lo sa.
Le 3 Cose che Farei Subito al Posto di Tony
1. Chiamerei personalmente 30 persone. Non messaggi. Non post. Telefonate. Una telefonata porta una persona e spesso le persone che si porta dietro.
2. Coinvolgerei tutte le realtà del territorio. Pro loco, circoli culturali, scuole di musica, gruppi Facebook locali. Ognuna ha un pubblico già riunito. Non devi costruirlo, devi solo invitarlo.
3. Raccoglierei i contatti del pubblico il giorno del concerto. Un foglio al banco d’ingresso, nome e mail. Ogni persona che lascia un contatto è una persona in meno da riconquistare la prossima volta. Così il prossimo evento non parte da zero.
Funzionano per una serata di paese e funzionano per i tuoi concerti.
Il Prompt: Piano Promozione per il Tuo Evento
Per organizzare queste attività, e tutto il resto che serve, ho preso il problema di Tony e l’ho trasformato in uno strumento. Un prompt da incollare in Claude o ChatGPT, pensato per chi organizza eventi musicali con pochi soldi, pochi volontari e poco tempo.
Eccolo:
Agisci come un consulente di promozione per eventi musicali locali con budget limitato.
Devo promuovere un evento.
Prima di darmi consigli, fammi queste domande, una alla volta:
Che evento è? (concerto, festival, serata, rassegna)
Quando e dove si svolge?
Chi suona? C’è un nome conosciuto?
A chi è rivolto? (età, zona, interessi)
Quanto budget c’è per la promozione?
Quali canali avete già? (pagina Facebook, Instagram, lista contatti, rapporti con giornali o radio locali)
Quante persone servono perché sia un successo?
Quante settimane mancano?
Con le mie risposte, preparami:
un piano settimana per settimana da qui alla data dell’evento
3 idee di promozione a costo zero adatte a una realtà piccola
il testo di un post di annuncio per i social
un comunicato breve da mandare a giornali e radio locali
un messaggio WhatsApp semplice da far girare ai volontari e ai loro contatti
una checklist per il giorno dell’evento
un modo semplice per raccogliere i contatti del pubblico presente, così il prossimo evento non parte da zero
Regole: linguaggio semplice, niente gergo da marketing, solo azioni realizzabili da volontari senza esperienza. Se il tempo che resta è poco, dimmi con onestà cosa tagliare e su cosa concentrarsi.
Come si usa: incolli tutto, rispondi alle domande una alla volta, e ti ritrovi un piano di promozione. Poi, lo sai come la penso: quella è la bozza. La voce, i nomi giusti del tuo territorio e le telefonate vere ce le metti tu. Lo strumento toglie la fatica del foglio bianco, non il lavoro.
Avrai notato che l’ultima richiesta del prompt è il punto 3 di prima. Non è un caso: è la domanda più importante di tutte.
Com’è Andata
Nei giardini comunali di Collestatte, all’aperto, sotto i pini.
Tony era emozionato. Lo si capiva da come parlava. Da come evitava di guardare il pubblico mentre presentava i musicisti.
Peppe Servillo è un grande. Con lui c’era il chitarrista Cristiano Califano. Hanno portato in scena le parole del Marcovaldo di Italo Calvino.
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre.
Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.
Italo Calvino, Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, 1963
È il racconto che apre il libro. Ed è quello con cui Servillo ha aperto la serata. Ma tra tutte le cose belle della serata, quella che mi porterò a casa non è lo spettacolo.
È l’emozione di Tony.
Qualche settimana prima mi aveva detto: “Ho paura che non venga nessuno”.
Ora era lì, davanti a una platea piena, a presentare il concerto che aveva immaginato.
In una Riga
Non serve un ufficio stampa per riempire una sala. Servono trenta telefonate, le realtà del tuo territorio e i contatti di chi è venuto.
La Parola a Te
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P.S. Grazie a Tony, ai volontari dell’associazione Paolo Taglioni e a quello che fanno per il loro paese. Se sei in zona Terni, tieni d’occhio Collestatte.
P.P.S. Sto per mettere online uno strumento gratuito che ti accompagna al lancio del tuo prossimo brano. Se vuoi provarlo prima degli altri, rispondi a questa email: ti mando l’accesso in anteprima.




