🎶 Fai Trovare la Tua Musica dall'AI - #110
3 parole chiave per non essere invisibile su Spotify, Apple Music e YouTube Music
Scrivi “serata tranquilla” e ottieni 25 brani.
Non è fantascienza. È quello che fa Playlist Playground, la nuova funzione AI di Apple Music. Scrivi cosa vuoi ascoltare, e l’AI ti costruisce una playlist.
Spotify ce l’ha già (Prompted Playlists). YouTube Music anche (AI Playlist). Amazon Music pure (Maestro).
Il punto è: quando qualcuno scrive “indie pop malinconico per guidare di notte”, o “jazz tranquillo per cucinare la domenica”, o “musica elettronica per concentrarsi alle 2 di notte”, la tua musica compare?
Se la risposta è no, questa newsletter ti spiega come cambiare le cose.
Buona lettura,
Fabrizio
5 minuti di lettura | Archivio Newsletter

La Scoperta Musicale Sta Cambiando
Fino a ieri la scoperta passava dalle playlist editoriali.
Pensa a:
New Music Friday Italia su Spotify;
The New Italy su Apple Music;
lofi hip hop radio 📚 beats to relax/study to su YouTube.
Un curatore ascoltava il tuo brano e decideva se metterlo in una di queste playlist.
Oggi si aggiunge un nuovo livello: le playlist generate dall’ascoltatore. Non più liste fisse curate da qualcuno. Ma playlist create al momento da chi scrive cosa vuole sentire.
Su Apple Music puoi scrivere cose tipo:
musica per studiare di notte, niente parole
hip-hop party songs
canzoni per correre sotto la pioggia
Tutte le piattaforme principali si stanno muovendo in questa direzione.
Nota: queste funzioni sono in beta. È normale se non le vedi ancora.
Spotify: per ora inglese e pochi mercati (non ancora Italia)
Apple Music: Playlist Playground è nella beta di iOS 26.4
YouTube Music: AI Playlist sta arrivando gradualmente
Cosa vuol dire per te:
sempre più ascolti partiranno da frasi tipo “musica per…” invece che da ricerche per nome artista. E se la tua musica non è facile da cercare con le parole, l’AI non ti troverà.
Le parole non fanno miracoli. L’AI guarda anche l’audio, gli ascolti simili, i dati della piattaforma. Ma le parole sono una leva che controlli tu, adesso.
Le 3 Parole Chiave della Tua Musica
Il primo passo è scegliere 3 parole chiave che descrivono la tua musica. Sempre le stesse. Ovunque.
Tre dimensioni:
Genere (cosa sei): indie pop, techno, neoclassica, jazz fusion
Mood (che emozione dai): malinconico, energico, intimo, oscuro
Immaginario (che mondo evochi): notturno, cinematografico, anni ‘80, mediterraneo
Esempi concreti:
indie pop, malinconico, anni ‘80
techno, scura, industriale
neoclassica, cinematografica, notturna
cantautorato, intimo, acustico
jazz fusion, solare, mediterraneo
Scegli le tue tre. Scrivile. Non cambiarle ogni settimana.
Prima e Dopo: la Tua Bio
Questo è il cambiamento più piccolo con l’effetto più grande.
Prima: “Cantautore italiano.”
Dopo: “Pop malinconico da notte in macchina, voce intima, synth anni ‘80.”
La prima dice cosa sei. La seconda dice come suoni. E l’AI cerca esattamente quello: come suoni, non cosa sei.
Prendi la tua bio attuale. Riscrivila con questa formula:
[genere] + [situazione/mood] + [elemento sonoro riconoscibile]
Qualche altro esempio:
Prima: “Band rock di Milano” > Dopo: “Rock scuro, chitarre distorte, atmosfere da film noir”
Prima: “Produttore elettronico” > Dopo: “Techno minimale per dancefloor a luci spente, kick secco, synth freddi”
Prima: “Musicista jazz” > Dopo: “Jazz intimo da club a luci basse, contrabbasso caldo, standard rivisitati”
Dove Mettere le Tue 3 Parole (Checklist)
La coerenza è il segnale che gli algoritmi leggono. Le stesse 3 parole, ovunque.
Distributore: il genere lo scegli quando carichi il brano (DistroKid, iMusician, TuneCore). Non si imposta da Spotify for Artists. Se è sbagliato o generico, correggi dal distributore.
Bio e profili: riscrivi con la formula del “dopo” su Spotify for Artists, Apple Music, YouTube Music. Stesse parole nel press kit e nella pagina “about” del tuo sito.
Social: le 3 parole in bio e caption su Instagram, TikTok o dove hai deciso di essere presente. Per le playlist AI contano le parole normali ripetute nei posti giusti.
Usa le Parole Che la Gente Scrive Davvero
L’errore più comune: descrivere la tua musica come la senti tu, non come la cercano gli altri.
Nessuno scrive “brano con influenze post-rock e venature shoegaze in 7/8” su Apple Music. La gente scrive “musica per studiare”, “canzoni per correre”, “musica triste ma bella”, “simile a Radiohead”.
Usa le parole che la gente usa. Se il tuo brano è perfetto per studiare, scrivilo. Se è simile a Nils Frahm, dillo. Se è ideale per una cena con amici, fallo sapere.
Più testo utile metti online (bio, descrizioni, traduzioni dei testi, pagine “about”), più appigli dai all’AI per trovarti.
Cerca Come un Ascoltatore, Non Come un Musicista
Prenditi 5 minuti e segui questi passi.
Passo 1: Scrivi 5 frasi.
Pensa a come una persona normale cercherebbe musica come la tua. Non come la descriveresti tu a un altro musicista. Come la cercherebbe un ascoltatore.
Esempi:
“musica per studiare di notte”
“canzoni tristi per guidare”
“playlist cena con amici, tranquilla”
“musica simile a [artista che ti somiglia]”
“musica italiana per rilassarsi”
Passo 2: Cerca su Google.
Scrivi quelle frasi su Google e guarda cosa esce. Quali artisti compaiono? Quali playlist? Quali blog o siti? Questo ti mostra cosa trova oggi chi cerca musica con quelle parole.
Nei prossimi mesi queste ricerche si faranno direttamente dentro Spotify (Prompted Playlists) e Apple Music (Playlist Playground). Quando arriveranno in Italia, chi ha già le parole giuste al posto giusto sarà avvantaggiato.
Passo 3: Controlla.
Guarda chi compare. Leggi le loro bio, le loro descrizioni. Cosa scrivono che tu non scrivi?
Passo 4: Aggiusta.
Riscrivi la tua bio e le tue descrizioni usando le parole delle frasi che hai scritto al Passo 1. Quelle sono le parole che la gente usa. Mettile ovunque.
Il Punto
Le playlist AI non sostituiscono i curatori umani. Ma si aggiungono. E cresceranno.
Chi si fa trovare vince. Chi non è descrivibile, per l’AI non esiste.
Tre parole. Ovunque. Sempre le stesse.
Sembra poco. Ma è il fondamento su cui puoi costruire la tua visibilità online.
In ogni newsletter scrivo una strategia come questa: pratica, pronta da usare, pensata per il mercato italiano.
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La Parola a Te
Rispondimi a questa e-mail con le tue 3 parole chiave (genere + mood + immaginario).
Ti dico se funzionano o se puoi migliorarle.
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