Mercoledì pomeriggio mi arriva un messaggio su WhatsApp.
Ciao Fabrizio! Come stai?
Domenica sarò con il mio nuovo progetto a Piediluco per Mirabileco.
Che fai riesci a passare?
;))
È Annalisa De Feo. Pianista. Il suo ultimo disco si chiama Life.
Non posso andare. È stata un’estate complicata e in questi giorni sono in Cilento.
Le scrivo che mi dispiace. Che lo scorso inverno ho ascoltato spesso la sua musica, la sera, mentre camminavo.
Per un po’ mi ha fatto compagnia.
Poi appoggio il telefono.
Ricevo inviti a concerti e presentazioni ogni settimana. Alcuni di rilievo nazionale, con un ufficio stampa dietro. Ma quello che ha fatto Annalisa è la mossa di promozione migliore che vedo da mesi.
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Cosa Ha Fatto di Intelligente
Togli per un attimo il calore umano, che è la parte più bella e anche quella che non si copia.
Resta questo: ha scritto a una persona sola.
E soprattutto ha scritto a me, che vivo in zona.
Non ha buttato l’evento nel vuoto sperando che qualcuno lo vedesse. Tra le persone che conosce, ha pensato a chi può salire in macchina e arrivare a Piediluco domenica.
Un post su Instagram arriva ai tuoi follower di Milano, di Berlino e di Buenos Aires. Bello. Ma la sera del concerto ti servono quelli che possono esserci.
Per una data locale la distanza conta più dei follower.
Quindi la domanda giusta prima di una serata non è “come faccio a dirlo a tutti”.
È: chi conosco che abita lì vicino?
La Lista dei Venti
La cosa concreta è questa, e la puoi fare stasera.
Prendi la tua prossima data.
Apri i contatti del telefono e trova venti persone che potrebbero esserci. Amici, ex compagni di conservatorio, il tizio che ti ha fatto le foto due anni fa, la giornalista locale, chi ti ha ospitato in quel locale l’anno scorso, chi ti ha scritto “bello!” sotto l’ultimo post.
Scrivi a ognuno un messaggio personale. Non un copia e incolla. Non nel gruppo dove ci sono tutti. Tre righe. Con il suo nome.
Se non sai cosa scrivere, torna su e rileggi quello di Annalisa.
Ti saluta;
ti dice cosa fa e dove;
ti chiede se ci sei.
Fine.
Venti messaggi sono meno di un’ora di lavoro.
Se anche solo alcuni vengono, sono persone vere entrate nella stanza perché hai pensato proprio a loro.
Nessun algoritmo ti garantisce questo.
Poi Faccio Quello Che Facciamo Tutti
Dopo averle risposto vado a cercare.
Voglio capire cos’è questo nuovo progetto, sentire qualcosa, magari girare l’invito a un paio di amici in zona.
Cerco il suo nome.
Il disco lo trovo subito. Recensioni, articoli, presentazioni.
Il concerto di domenica, no.
Devo cambiare ricerca, passare dal nome del festival, aprire tre pagine e leggermi il programma di tutta la stagione.
Alla fine lo trovo. Domenica 6 settembre, ore 19, Auditorium Santa Maria del Colle a Piediluco. Il progetto si chiama DOS, un duo con Livia Stefani al violoncello, e suonano per la chiusura della mostra fotografica di Maurizio Sabatini.
Tutto corretto. Tutto pubblico. Sta in due posti: il programma del festival e il sito del Comune di Terni.
Nessuno dei due è il suo.
Il Punto
Il tuo messaggio funziona. È il passo dopo che si rompe.
Perché quando scrivi a qualcuno, quella persona non decide subito. Va a controllare. Cerca il tuo nome, apre il tuo profilo, guarda se c’è un link.
E lì c’è il problema. Cercando il tuo nome arriva da te, non dall’organizzatore. Se la data è solo sul sito dell’organizzatore, l’invito è tuo ma le informazioni stanno a casa di qualcun altro.
In quei trenta secondi succede una cosa semplice: o trova la data e ti risponde “ci sono”, oppure non trova niente di preciso, rimanda a dopo, e dopo non torna più.
La data di domenica ha una scadenza. Lunedì non serve più a niente.
Se hai un concerto tra quattro giorni, quella deve essere la prima cosa che trovo quando cerco il tuo nome.
Prima del Prossimo Concerto
Non ti sto dicendo di rifare il sito. Ti sto dicendo di fare tre cose.
Metti la prossima data nel primo posto che una persona vede. La bio di Instagram, il post fissato in alto, la home del sito.
Crea un solo posto con tutte le informazioni. Data, luogo, orario, biglietti, chi suona e come arrivare. Poi usa sempre quello stesso link.
Ogni volta che inviti qualcuno, mandaglielo insieme all’invito. Non dopo.
Fine. Non serve altro.
Una Cosa Che Mi Porto Dietro
Annalisa mi ha risposto così:
Mi dispiace non potrai esserci, ma sono contenta che hai ascoltato la mia musica.
Mi ha fatto riflettere quella frase. Perché lei non poteva saperlo.
Parliamo di reach, salvataggi, conversioni. Quella cosa lì non compare in nessuna dashboard.
Se sei un musicista, c’è qualcuno che ti sta ascoltando e tu non sai chi è.
Magari sta camminando.
Io ho ascoltato Annalisa per mesi senza dirle niente. Adesso ti sto mandando al suo concerto.
Grazie Annalisa, e in bocca al lupo per domenica.
Se sei in zona: domenica 6 settembre, ore 19, Auditorium Santa Maria del Colle, Piediluco. Ingresso libero.
Vacci tu al posto mio.
Continua da Qui
🎶 Come Promuovere un Concerto con Poche Risorse - #117: Cosa fare quando non hai budget e la data si avvicina.
🎶 I Fan Veri Non Te Li Dà Spotify - #118: Pubblicare serve a farti scoprire. Ma poi devi trasformare quell’attenzione in una relazione.
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A presto,
Fabrizio




Bellissimo racconto. Ottimi consigli.