🎶 Non Togliere la Tua Musica - #108
Il tuo catalogo vale più del tuo prossimo singolo.
Sono andato al cinema a vedere La Grazia di Sorrentino. Il mio preferito resta La Grande Bellezza.
L’unica volta che l’ho visto era a un concerto di Sonny Rollins. Era qualche fila più avanti, Sorrentino. Aveva gli occhi accesi. Era fermo. Sembrava che si portasse via un pezzo di quella musica.
E quando penso a La Grande Bellezza mi torna in mente la terrazza a Roma. La gente che balla come se non dovesse finire mai. La musica di Raffaella Carrà.
Oggi ti parlo di “Pedro”.
Buona lettura,
Fabrizio
3 minuti di lettura | Archivio Newsletter

Il Caso “Pedro” (E Perché Ti Riguarda)
Nel 1980 Raffaella Carrà pubblica “Pedro”. Dopo 44 anni, quel brano torna nelle orecchie di tutti.
Nel 2024 il remix di Jaxomy e Agatino Romero esplode su TikTok, entra nelle classifiche globali di Spotify e diventa un tormentone anche fuori dall’Italia.
6,2 miliardi di visualizzazioni su TikTok (Billboard Italia). Prima donna italiana nella Top 50 Globale di Spotify. Con un brano di 44 anni fa.
Non puoi prevedere cosa succede alla tua musica. Ma puoi tenerla pronta.
Se vuoi ascoltare “Pedro”:
Non Succede Solo con la Carrà
Nel 2022 Running Up That Hill di Kate Bush (1985) finisce nella quarta stagione di Stranger Things.
Il brano torna in classifica come se fosse uscito ieri. Gli stream esplodono. E, insieme al singolo, riparte anche l’ascolto di tutto il catalogo di Kate Bush.
Questa dinamica è la stessa di “Pedro”: un brano già pubblicato + un contesto nuovo = seconda vita.
Sì, ti sto facendo esempi giganteschi.
Ma la lezione vale soprattutto per gli indipendenti: pubblichiamo, poi ce ne dimentichiamo.
Il Mondo Ascolta Catalogo
Qui entrano i dati.
Nel primo semestre 2025, negli USA, i brani “catalogo” (oltre 18 mesi) rappresentano circa tre quarti degli stream (Luminate Mid-Year Report 2025). Nel frattempo la musica “nuova” scende, anche se lo streaming totale cresce.
Tradotto: la gente ascolta tantissimo, ma non vive di novità.
Noi vediamo le novità perché sono quelle spinte ovunque: festival, radio, promo, TV, social.
Poi però, quando siamo da soli e dobbiamo scegliere cosa mettere in cuffia, spesso torniamo indietro. Io lo faccio sempre. Un’estate. Una persona. Un periodo. Anche brani di musicisti sconosciuti che mi porto dietro.
Il tuo catalogo diventa memoria.
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Il Bagno di Realtà
Sulle piattaforme ci sono 253 milioni di tracce. L’88% fa meno di 1.000 ascolti all’anno. 120 milioni di tracce ne fanno meno di 10 (Luminate Year-End Report 2025). Praticamente invisibili.
Quindi sì: il catalogo domina. Ma domina quello che viene trovato, collegato, pronto.
Cosa Fare Adesso (Checklist)
Se vuoi che il tuo catalogo lavori per te, fai queste 6 cose.
Metti a posto i diritti.
Registrazioni, raccolte, ripartizioni. Se mancano pezzi, stai regalando soldi.
Pulisci i metadati.
Nome artista sempre uguale, titoli coerenti, ISRC, crediti corretti. Un errore può renderti invisibile.
Prepara “pacchetti” per sync.
Per 2-3 brani del tuo catalogo: strumentale + versioni 60”, 30”, 15”. Se arriva un’occasione, devi essere pronto oggi, non tra un mese.
Non togliere niente dalle piattaforme.
Nemmeno l’EP di cui ti vergogni.
Racconta 1 storia dal catalogo.
Una volta al mese: un brano vecchio, un aneddoto, un dettaglio di studio, un perché.
Tieni i master, quando puoi.
Più controllo = più margine = più scelte.
La Parola a Te
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L'ho riguardato proprio l'altra sera e LGB è proprio un capolavoro. Peccato per il finale: tra suor Maria e i fenicotteri al Colosseo, la magia del film nel catturare atmosfere, mood e tipici profili della nostra cultura, si perde in uno sforzo per me troppo "voluto".